La metodologia del Building Information Modeling (BIM) deve entrarti dentro. E’ una filosofia di progettazione, è un voler vedere le cose a 360 gradi con consapevolezza. E’ la curiosità di come si costruisce unita ad un dialogo efficace tra le parti. Digitalizzare è il come lo facciamo. Il modello informativo è il risultato di una progettazione consapevole e competente, unita ad una tracciabilità delle informazioni e del processo che c’è stato dietro. Qual è il risultato? Minori costi di progettazione? No, il contrario. Nonostante alcune operazioni sia già, o si possano, “industrializzare”, per cui risultano estremamente più veloci, c’è un tempo per l’implementazione del processo, ma tale implementazione non ha mai fine. Se si lavora in vista di un’ottimizzazione futura sempre più efficace non è detto che la resa immediata sia più breve. Anzi, il più delle volte non lo è! E quindi? Quale sarebbe il vantaggio? Prevedere, non come dei veggenti? No, non abbiamo super poteri, l’idea è di digitalizzare l’esperienza, un “ci abbiamo già provato”, “quella soluzione l’abbiamo già testata”. Pertanto, chi ne ha davvero i vantaggi? La committenza, il cliente. Questo ottiene una maggiore serenità data da tempi, costi e visione più concreti, come se fossero stati “testati”. L’idea è che lavorare nell’edilizia diventi per il cliente un “no panic”, estremamente divertente e stimolante per i professionisti, con pochi o nulli contenziosi per le imprese. Ditemi se è poco!
Ing. Chiara Salvadori
